Social media storytelling – La parola a Simone Pacini

 

Si possono usare i social media per fare storytelling?

Certamente! I social media danno la possibilità di realizzare storytelling plurali, ovvero racconti collettivi attraverso l’interazione tra vari utenti che possono autonomamente produrre contenuti. Questi contenuti vengono individuati e raccolti con un determinato hashtag. La scelta dell’hashtag è fondamentale: deve essere originale, chiaro, breve e “cool”. Una volta stabilito va comunicato con precisione a tutti gli interlocutori. La possibilità di coinvolgere più persone e stimolarle fa sì che il proprio brand possa aumentare notevolmente l’engagement.

Quali social scegliere?

Credo che i social più adatti siano quelli facilmente utilizzabili da mobile. Twitter, Instagram e Vine (app che ti permette di fare piccoli video di 6 secondi, realizzando anche micro montaggi di immagini che poi vanno in loop) fanno sì che lo storytelling (ad esempio, di un evento live) venga realizzato in diretta e poi archiviato (e disseminato) subito dopo la conclusione.

Quali tool e social vedi più adatti?

Simone Pacini - Social media storytelling

In base alla mia esperienza gli strumenti che reputo più interessanti sono Storify (soprattutto da quando permette tre tipi di visualizzazione diverse), Pinterest (soprattutto attraverso le board che permettono la geolocalizzazione delle immagini, un esempio: http://www.pinterest.com/fattiditeatro/comunicateatro/ ) e WordPress (se hai un blog o sito talvolta è meglio che i “racconti” restino dentro i tuoi media owned, un esempio recente: http://fattiditeatro.it/weekend-torino-teatro-contemporaneo-dimore-sabaude-teatroacorte/ ). Per uno storytelling in fieri e interattivo secondo me sono molto belli anche i vari Twitter e Instagram wall (ce ne sono molti, cito https://www.visiblelive.com/ ). Le pareti che vengono create sono belle visivamente, interessanti per la discussione interna e motivo di “socializzazione”. Siamo ancora nel campo dello storytelling?

Ci puoi citare case histories interessanti, possibilmente recenti e raccontarcele un po’?

#VolterraTeatro è un festival con cui collaboro da anni: quest’anno sono stati utilizzati moltissimo i social network, incitando lo staff, gli ospiti, i media e gli spettatori ad utilizzare l’hashtag, anche attraverso momenti di formazione (workshop) e baratti (5 tweet in cambio di una spilletta!). I risultati sono stati ottimi e il festival ha anche vinto il Premio Rete Critica (assegnato da un gruppo che racchiude tutti i blog e siti di teatro) 2014 per la miglior strategia di comunicazione virale. https://storify.com/simonepacini/il-visual-storytelling-di-volterrateatro-2014

Un altro progetto recente interessante a cui ho partecipato è stato #MusicStreets della Filarmonica del Teatro alla Scala e UniCredit: 10 blogger dovevano tracciare profili social dei componenti dell’orchestra. Io sono andato in giro per il Teatro alla Scala e ho raccontato il mio incontro su Twitter. Ancora non c’era la possibilità di taggare le persone nelle foto, purtroppo! http://www.pinterest.com/fattiditeatro/musicstreets/

Credo che la vera bravura stia poi nel creare racconti transmediali, trasversali a social diversi. Che ci puoi dire al riguardo?

Sicuramente. I tre social di cui parlavo prima sono perfetti perché danno la possibilità di mescolare scrittura breve, immagine e video. Credo che sia importante sempre la qualità dei prodotti che realizziamo, ad esempio brutte foto volte solo a sbandierare che “io c’ero” possono essere controproducenti per l’immagine.

Tu hai applicato il social media storytelling al tuo territorio? Dunque si presta bene al marketing territoriale?

L’anno scorso ho partecipato ad un progetto che connetteva il teatro, il web e la via Francigena toscana attraverso la stesura un blog e la narrazione live dell’evento attraverso 9 social media. #teatrosu2piedi è stato un progetto molto articolato che ha avuto risultati straordinari sia in termini di visualizzazioni che di interazioni. http://fattiditeatro.it/anno-teatrosu2piedi/ e http://fattiditeatro.it/in-marcia-per-teatro-video-racconto-teatrosu2piedi/

Poi hai fatto sposare il social media storytelling con il teatro. Vuoi raccontarci cosa fai e come è nata l’idea. Cioè perché hai pensato a questo connubio?

Simone Pacini - Volterra - Social Media StorytellingDa 10 anni mi occupo di teatro dal punto di vista organizzativo. Inizialmente il web era un hobby, nel 2008 avevo fondato il gruppo facebook fattiditeatro (fratello a sua volta di fattidicinema), l’anno dopo nacque il blog www.fattiditeatro.it. Solo circa tre anni fa sono riuscito a far coincidere i due aspetti. È nato #comunicateatro, il workshop di cui ti parlo fra poco. Grazie al worskhop ho avuto la possibilità di entrare in contatto con numerose realtà in tutta Italia. Con alcune poi i rapporti lavorativi sono andati avanti. Il punto di partenza è che la gente è stufa di andare a teatro, mettersi a sedere, applaudire e andarsene. I nuovi spettatori cercano empatia. Questa nasce sicuramente in sala, nei foyer, nei festival ma si espande moltissimo online. http://fattiditeatro.it/instagram-teatro-come-essere-cool-frivoli-non-troppo-col-social/

Ti risulta ci siano altre realtà italiane che lo fanno? O comunque esempi interessanti di racconto tramite i social di discipline artistiche: poesia, letteratura, musica, filosofia, altro… se vogliamo è il connubio social e cultura umanistica. Si può fare cultura con i social?

Un esempio molto interessante è sicuramente @TwLetteratura, che realizza progetti su letteratura e Twitter e ha creato profili di importanti scrittori scomparsi (Calvino, Pavese ecc,.). Per quanto riguarda le imprese culturali è certamente da seguire l’Arena di Verona @arenaverona che quest’estate ha rispolverato vecchie foto di allestimenti e spettacoli postandole su Twitter e creando quel cortocircuito (che io adoro) tra vecchio e nuovo, tra polvere e web 2.0!

Che ruolo o peso hanno oggi i video nella comunicazione via social media?

La riproduzione dei video in modo automatico su Facebook ha sicuramente rappresentato una svolta: in questo modo è stata lanciata la sfida a YouTube. Io da utente ho subito tolto l’opzione (basta andare in impostazione del diario > video dal proprio profilo) perché quasi tutti sono su argomenti che non mi interessano, ma è indubbio che siano molto virali. Come ho già scritto, credo che la qualità del contenuto sia ancora importante (almeno nel settore culturale), e fare video di qualità è molto più difficile che fare foto. E’ un fenomeno che sto ancora studiando, per adesso continuo a fare Social Media Storytelling usando Vine che permette di realizzare “instant video” brevi molto interessanti perché possono diventare una sorta di appunti. Inoltre possono con facilità essere embeddati nei nostri blog, come ad esempio qui: http://www.urbanexperience.it/un-vine-al-volo-di-cochangerome/

Puoi segnalare libri o corsi interessanti sul tema social media storytelling ? Anche tu ne organizzi e tieni in prima persona giusto? Altri consigli?

I miei workshop sono itineranti, vorrei coprire tutta l’Italia (per adesso sono a 9 regioni, a febbraio la decima sarà il Trentino, info: http://www.teatroportland.it/eventi/labellastagione/10_workshop.html ), ispirato dal fatto che se si muove il docente gli iscritti riescono a risparmiare i costi di trasferta! Sto preparando alcuni progetti per lo sviluppo di nuovi spettatori, focalizzandomi sui giovani (a Modena per il festival Trasparenze abbiamo fatto un laboratorio già due anni fa http://trasparenzemodena.wordpress.com/2012/10/18/il-programma-del-laboratorio-di-comunicazione-per-spettatori-attivi-tra-web-e-platea/ ): l’idea è quella di avvicinare le nuove generazioni all’arte, alla cultura attraverso il web 2.0. http://fattiditeatro.it/comunicateatro/ e http://fattiditeatro.it/training/

Un libro che consiglio, che tratta i temi della social innovation è quello di ADAM ARVIDSSON e ALEX GIORDANO che si intitola SOCIETING RELOADED – PUBBLICI PRODUTTIVI E INNOVAZIONE SOCIALE edito da EGEA.

Simone Pacini e Erika De Bortoli

 

By | 2016-10-19T08:59:36+00:00 mercoledì 19 novembre 2014|Case history, Formazione, Tecnologia|1 Comment

One Comment

  1. Elisa Dall'Arche 8 dicembre 2014 at 14:32 - Reply

    Intervista davvero interessante e ricca di spunti da approfondire per noi esploratori del connubio tra teatro e social. Un nuovo uso del video e del social media storytelling sono i nuovi orizzonti verso cui tendere. Grazie per i suggerimenti stimolanti e per le dritte preziose! Ora non ci resta che studiare e sperimentare…

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