RECLOG, UN TOOL PER LO STORYTELLING  

Reclog – Storytelling Tool

Reclog si presta allo Storytelling? Se sì, come e perché?

Reclog permette di congelare un istante con una foto associata a un audio di 30 secondi. Se questo avviene ogni tanto, lo usiamo per divulgare una notizia flash o uno stato d’animo; se invece ne faccio un uso seriale, su un argomento specifico, posso narrare una storia. Può essere paragonato alle vecchie strisce dei fotoromanzi o ai più classici fumetti, dove le storie sono narrate con una sequenza chiave di foto facendo “parlare” i personaggi con un fumetto.

Altro esempio sono i vecchi romanzi radiofonici dove addirittura c’erano solo la voce e i rumori di scena e dovevi immaginare gli scenari. Ecco, Reclog è un mix di queste due cose in chiave moderna, tecnologica, se vogliamo.

Abbiamo un esempio pratico sulla piattaforma, un ragazzo (che non conosciamo) ha raccontato il suo amore tormentato e l’ha fatto con 24 pillole di Reclog in modo seriale e cronologico, una specie di Giulietta e Romeo ai tempi delle App. E’ un esperimento interessante e coinvolgente. Anche non conoscendo di persona i “personaggi”, entri nella loro storia e vieni trascinato ad occhi chiusi.

Cercate BLANCO nella ricerca dei Reclogger su Reclog. Ecco il link ad una sua Take https://reclog.me/m/51d88b0ad78786bb4d000000

Quindi la risposta alla tua domanda è SI, Reclog e lo storytelling vanno a braccetto se a monte c’è una regia.

In cosa, questo storytelling tool,  è diverso da altre tecnologie per lo Storytelling? E’ amico o nemico di Twitter/ Storify/ Steller? In fondo potrebbe essere usato per il live Storytelling di un evento…

Reclog nasce come Content Generator con la componente social, come Youtube. Le piattaforme di cui parli sono invece aggregatori di contenuti che possono convivere tranquillamente con Reclog, che anzi, essendo un social network trasversale, utilizza tutti gli strumenti di aggregazione e di divulgazione, come Twitter, per aumentare gli ascolti e le view delle Take. In poche parole Reclog e Twitter sono molto amici. Di conseguenza, queste piattaforme possono essere integrate con Reclog per “trasmettere” una storia di una persona oppure per una narrazione collettiva anche live.

Mi elenchi alcuni settori di applicazione? Es. marketing territoriale con Storytelling dei suoni di un luogo (cicale, onde del mare, etc)? Oppure live show (concerti/conferenze) altro… o ancora ADV? Dove lo vedi bene insomma?

Reclog - Social VoiceDove c’è un suono c’è Reclog. Questa è la definizione che meglio riesco a dare in generale. Però, come tu stessa suggerisci, per il marketing può diventare un’arma vincente, come la stessa Google sta facendo con un suo esperimento su Google Map e i suoni: si può utilizzare Reclog per narrare dei percorsi. Ad esempio, immaginiamo di girare all’interno di un famoso mobilificio innovativo, e fotografare solo particolari dei vari ambienti con i suoni che generano: L’apertura di un cassetto, la solidità di un tavolo, il cigolio di un letto che stuzzicano subito la fantasia. 🙂 Ecco, questo potrebbe essere un tipo di marketing innovativo e attraente, a differenza delle ormai vecchie forme video, testuali o solo audio.

Poi diciamo che il cuore di Reclog è nei concerti, da quelli di strada ai più importanti in tutto il mondo (su Reclog ci sono i Depeche Mode, i Muse, Cremonini, l’orchestra della BBC etc.). Reclog potrebbe diventare la killer application dei concerti, dove è più rapido ed efficace registrare 30 secondi di audio e condividerlo con i propri amici, nei vari social o in modo privato per trasmettere il pathos di quell’istante. Provare per credere. 🙂

Per l’ADV inoltre, siamo nel momento storico giusto, dove l’advertising si sta spostando da FB e TW a piattaforme come Youtube e Instagram con i quali Reclog ha delle affinità. Secondo uno studio che riporto qui, sembra che la pubblicità funzioni meglio con queste App. Se poi alle foto aggiungi l’audio, puoi ben capire cosa si può comunicare in appena 30 secondi. Gli investitori dovrebbero percepire questo: “E’ un settore ancora inesplorato per l’ADV, approfitattene, Reclog c’è!”

«Il consiglio dall’analista Nate Elliott ai direttori marketing è quello di “non utilizzare più Facebook e Twitter come colonne portanti dei loro piani social, sprecando così significative risorse finanziarie, tecnologiche e umane, non avendo come ritorno alcun valore aggiunto”. Il consiglio di Forrester è quello di investire meglio nelle funzionalità social presenti sui propri siti oppure su social network più di nicchia su cui è possibile controllare meglio gli investimenti e il trattamento sul brand. In effetti, alcuni brand che hanno spostato risorse da Facebook, diversificando e creando nuovi canali proprietari stanno riscuotendo successo: da Sony Playstation (che ha creato il sito Greatness Awaits (http://greatnessawaits.playstation.com/en-us/) per la propria community) ad aziende che operano nel B2B. Se da una parte la posizione dominante di Facebook nel social marketing sta gradualmente finendo, dall’altro le ricerche della stessa Forrester rivelano che i post più performanti dei brand su Instagram hanno un tasso di engagement 58 volte superiore a quelli di Facebook e 120 volte rispetto a Twitter».

(Fonte http://www.wired.it/internet/social-network/2014/11/21/la-pubblicita-su-facebook-non-funziona/)

In teoria un racconto non è una storia, presuppone anche una scelta di elementi. Quindi dei post casuali da un concerto non sono di per sè Storytelling. Secondo te è possibile suggerire una strategia collettiva per passare da una comunicazione istantanea a un racconto di gruppo? Certo un istante racconta qualcosa, ma in teoria per racconto si intende una volontà ordinatrice/coordinatrice o creativa/creatrice…

Dici bene, un racconto deve essere guidato da una regia altrimenti si rischia di perdere o non avere affatto un filo conduttore, anima dello storytelling. In realtà ci sono gli hashtag su Twitter, su FB e anche su Reclog, ma non bastano perché servono solo per aggregare contenuti dello stesso tipo, senza una linea guida.

Credo che oggi sia possibile farlo solo con dei concorsi, così da fornire delle direttive, come l’esperimento di Gabriele Salvatores con il film Italy in a day, costituito da storie vere di gente comune. Il film è un esempio di storytelling sociale, di gruppo, ma con una regia, delle regole e, attenzione, un montaggio finale che selezionava i contenuti più idonei alla storia, mantenendo lo stesso ritmo narrativo. Forse ci siamo quasi, ma per il momento penso che lo storytelling vero, quello scientifico, sia lontano.

Mi racconti degli utilizzi di Reclog nel citizen journalism: del terremoto dell’Aquila e dell’attivismo indiano, ad esempio, di cui mi avevi accennato tempo fa?

Reclog - Working Capital 2013Grazie a giornalisti innovativi come Giulio Finotti (da Twitter: Giornalista e Videomaker. Blogger su @espressonline), Reclog è stato protagonista di un racconto triste, ma purtroppo vero. Giulio è andato all’Aquila dopo 5 anni e ha ripercorso i luoghi della catastrofe con fotoaudio delle registrazioni telefoniche di quei momenti terribili, della povera gente che chiedeva aiuto alle forze dell’ordine. http://reclogblog.tumblr.com/post/81926921299 Un reportage emotivo che ti catapulta nel tempo e nello spazio, in quei luoghi, quella notte, facendo rivivere allo spettatore quel terrore e senso di precarietà. Commovente.

Poi c’è il caso internazionale di attivismo indiano. Un giorno vediamo apparire delle Take di protesta per un caso di ingiustizia da parte della polizia locale ai danni di una signora il cui marito fu imprigionato ingiustamente insieme a Gandhi. L’attivista utilizzava tutti i social e ci siamo meravigliati quando, via Twitter e Facebook, suggeriva di utilizzare Reclog e seguire in quest’ultimo la protesta perché comunicando la sua voce diventava più incisiva. A quanto pare ora, a distanza di qualche mese, l‘attivista ha avuto la meglio, insomma anche grazie a Reclog ha potuto farsi “sentire”!

Mi accennavi di una collaborazione con il Teatro Stabile di Catania. Me lo racconti?

E’ un esperimento che è partito dal Teatro per loro volontà, utilizzare Reclog per produrre pillole di recitazione professionale. Un modo nuovo e rapido per far conoscere cos’è il teatro, la recitazione. Sentire la voce narrante ti fa viaggiare per 30 secondi fuori da questo mondo così materiale.

Altre case histories interessanti in merito allo Storytelling?

Non so se si possono definire storytelling i reportage seriali di alcune manifestazioni. Siamo stati per due anni di seguito social media partner di Ypsygrock, il grande evento di Palermo che attira band rock di nicchia da ogni parte del mondo. L’evento è stato narrato anche tramite Reclog con artisti che si sono avvicendati sul palco, con i backstage e i sound check ripresi con Reclog.

Oppure i reportage di alcuni eventi di Working Capital di Telecom/TIM, o ancora il nostro amico Giulio Finotti con un affascinante storytelling del suo viaggio nella grande Mela, i suoni del traffico di Time Square, emozionanti jazzisti di strada a Central Park, la storia della Statua della Libertà narrata dalla guida del museo e i canti Gospel dentro una Chiesa americana passando per Ground Zero e il suo eloquente silenzio.

Il meglio di NYC in poche Take. Eccolo http://reclogblog.tumblr.com/post/73205801551

Reclog presenta funzionalità specifiche per lo Storytelling? Commento, share, like, altro?

Reclog StaffPotremmo definirlo storytelling partecipativo. Con Reclog puoi compiere le tre principali azioni social, ovvero: apprezzare un contenuto con un applauso, commentare se è il caso, e condividere con gli amici tramite i più famosi social e App di instant messaging come WhatsApp, Wechat o il più tradizionale SMS.

I contenuti di Reclog sono slegati dall’APP, li puoi vedere e sentire via browser come succede con le foto di Instagram. Invio il link della Take via email o SMS e con un click si può aprire sia da smartphone che da PC.

Con cosa lo integreresti per costruire un racconto transmediale? Si può integrare con altre piattaforme, tecnologie, social?

Lo integrerei proprio con gli strumenti che menzioni in questo articolo (Twitter/ Storify/ Steller), anche con Facebook o i propri blog, ma senza mescolare altri media. Reclog ha da solo la forza di trasmettere molto in poco, cioè toglie invece di aggiungere, toglie fotogrammi ai video e colonne sonore ai film, lascia un solo frame, 30 secondi di suoni e la nostra fantasia.

Biagio Teseo – Erika De Bortoli

By | 2016-10-19T08:59:36+00:00 martedì 25 novembre 2014|Tecnologia|0 Comments

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